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Lettera del Vescovo

PARROCCHIA

Per la libertà Cristo ci liberò



Carissimo/a,


c'è un libro la cui storia scorre parallela con quella dell'essere umano e che, essendo `oltre' il tempo e lo spazio, è attuale in qualsiasi epoca e luogo: la Bibbia. Nella Bibbia, al potere oppressivo viene, sempre contrapposto un sogno: il sogno della libertà, dell'uguaglianza, della giustizia, di un mondo nuovo fondato sull’Amore.
E’ il sogno di Mosè che non solo abbandona la società dell'opulenza, ma torna indietro per liberare il suo popolo. E’ il sogno dei profeti che urlano la disperazione degli oppressi; è il sogno di Gesù che, opponendosi finanche al senso comune, invita ad accogliere ciascun uomo persino il 'nemico', con l'amore riservato al fratello. Seguendo il modello di Gesù, i martiri non temono il contrasto e lottano pacificamente fino alla morte; cosi ,come i Santi, sognatori e contestatori per eccellenza.


Quel sogno giunge fino a noi, chiamati a contrapporre al potere del denaro la sobrietà dell'uguaglianza; a contestare il potere del più forte, del più ricco, del più noto a vantaggio della piena realizzazione del più debole, del più povero, dei più solo.
Siamo il volto dell'invisibile, siamo il nome di chi nome non ha, siamo il sogno di chi ha perso la speranza, sulle tracce di nostro Signore e della croce che porta per noi.

Ti benedico
† Domenico Graziani Arcivescovo

Una luce nel buio


In un momento così difficile quale quello attuale, in cui tutto ci sembra
impossibile da realizzare, il nostro futuro, e in particolar modo quello dei
nostri figli, ci appare incerto.
Siamo obbligati a riflettere sulle nostre azioni, sul modo in cui abbiamo
vissuto fino ad oggi: è l’ora di imparare un nuovo stile di vita, che ci porti
ad affrontare le difficoltà che inevitabilmente si presentano a noi, con uno
sguardo diverso. Noi crediamo che siano tante le cose di cui abbiamo bisogno
e di cui non possiamo fare a meno, eppure non è così: con la mia esperienza di
emigrata in Argentina, dove ho vissuto momenti veramente difficili sotto la
dittatura militare, posso testimoniare che per vivere meglio basterebbe soltanto
dare più valore a quel poco che si ha, ed essere liberi da tante oppressioni come
quella di “apparire”, di essere in gara con gli altri.
E’ necessario che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, lottando con
Coraggio e dignità, per accendere la luce che ci guida al raggiungimento delle
nostre mete, l’importante è che non siano troppo ambiziose, ma che ci permettano
di vivere piuttosto che nell’abbondanza materiale, nell’amore reciproco e gratuito
per ogni essere umano.


Lidia, amica di tutti

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